Una giornata che ha scelto di andare oltre la celebrazione di un traguardo accademico per diventare un momento di incontro tra generazioni, esperienze e percorsi professionali diversi. “Alumni e neolaureati in dialogo tra passato, presente e futuro” è stato infatti il filo conduttore dell’edizione 2026: un invito a guardare al futuro attraverso le storie di chi, prima di loro, ha lasciato le aule dell’Università per intraprendere il proprio cammino. Perché la laurea segna la conclusione di un percorso, ma non la fine del rapporto con l’Università. Il Sigillo di Ateneo celebra l’impegno, la costanza e la qualità del percorso dei laureati che si sono distinti per merito e, allo stesso tempo, rappresenta simbolicamente l’ingresso in una comunità che continua a crescere anche oltre gli anni dello studio: quella del LUMSA Alumni Network.
Due momenti, una stessa domanda: cosa viene dopo?
La giornata si è sviluppata attraverso due momenti di confronto, pensati per raccontare il rapporto tra esperienza universitaria e vita professionale da due prospettive complementari. Al mattino, “Quando eravamo al vostro posto” ha riportato il punto di vista di chi, non molti anni fa, si trovava esattamente nella stessa posizione dei neolaureati presenti in Aula Magna: davanti a un traguardo importante e, insieme, all’incertezza e alle possibilità che accompagnano ogni nuovo inizio.
A confrontarsi con i giovani laureati sono stati tre Alumni Senior, il Dott. Lorenzo Marzocchi, il Dott. Giuseppe Di Giacomo Pepe e il Dott. Alessio Paglia, portatori di esperienze professionali profondamente differenti. Dal mondo finanziario internazionale a quello delle istituzioni, fino alla gestione patrimoniale e all’educazione finanziaria, le loro storie hanno restituito un elemento comune: il percorso professionale raramente segue una traiettoria già scritta. Dopo la LUMSA, le competenze acquisite e le esperienze maturate possono tradursi in strade diverse, attraverso occasioni, scelte e nuove responsabilità.
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Il Dott. Lorenzo Marzocchi, laureato in Economia alla LUMSA, lavora oggi in BNP Paribas Italia, dove si occupa di Cash Management e di soluzioni di Transaction Banking per la clientela Corporate e PA, seguendo lo sviluppo di servizi e progetti internazionali in coordinamento con le strutture del Gruppo nel mondo.
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Il Dott. Giuseppe Di Giacomo Pepe è Capo della Segreteria tecnica del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega di funzioni in materia di politiche per il Sud. Il suo percorso lo ha portato a operare nel cuore dei processi istituzionali, coordinando attività, istruttorie e supporto tecnico e strategico all’Autorità politica, con particolare attenzione ai dossier relativi alle politiche per il Mezzogiorno e alla ZES Unica.
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Il Dott. Alessio Paglia opera invece nell’ambito della gestione patrimoniale e degli investimenti, con l’obiettivo di accompagnare i propri clienti nella complessità dei mercati finanziari. Accanto alla propria attività professionale, collabora con enti e istituzioni nella promozione dell’educazione finanziaria sul territorio, con un approccio indipendente e privo di conflitti di interesse.
A guidare il confronto è stata la Dott.ssa Veronica Stigliani, laureata in Relazioni internazionali alla LUMSA e diplomata al Master in Giornalismo dell’Ateneo. Dopo aver lavorato come tutor presso l’Università, oggi è redattrice e inviata del programma L’Aria che tira su La7. Il titolo dell’incontro ha racchiuso così il senso della conversazione: tornare, almeno per un momento, a quando si era “al posto” dei neolaureati e raccontare cosa è accaduto dopo. Non per offrire risposte già pronte, ma per condividere esperienze, dubbi, cambiamenti e consapevolezze maturate lungo il percorso. E proprio questo dialogo ha accompagnato il primo momento della consegna dei Sigilli di Ateneo, quando il riconoscimento del merito accademico si è trasformato in un passaggio simbolico verso una nuova fase della vita.
Dalla partenza all’esperienza: “Quello che il tempo ci ha insegnato”
Nel pomeriggio, il racconto è cambiato prospettiva. “Quello che il tempo ci ha insegnato” ha portato al centro della conversazione non più soltanto l’inizio del percorso professionale, ma ciò che gli anni possono aggiungere alla formazione ricevuta all’Università.
A moderare l’incontro è stata una giornalista professionista, laureata in Giurisprudenza e diplomata al Master in Giornalismo della LUMSA, con un percorso che l’ha vista impegnata in televisione, tra Tg5, La7 e Rai, prima del passaggio alla carta stampata. Dal 2023 lavora al Messaggero, dove si occupa di cronaca nera.
Le protagoniste del secondo incontro sono state la Dott.ssa Cinzia Correale e la Dott.ssa Nicoletta De Vincenzi, due Alumne che hanno costruito percorsi differenti, ma accomunati dalla capacità di trasformare nel tempo la propria formazione in nuove competenze, responsabilità e prospettive.
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La Dott.ssa Cinzia Correale, ricercatrice e neuropsicologa presso l’Istituto Superiore di Sanità, opera nel Centro di riferimento per le Scienze comportamentali e la Salute mentale e ha maturato una significativa esperienza nell’ambito delle epilessie pediatriche, dei disturbi del neurosviluppo, delle malattie neurologiche rare e della neuro-oncologia pediatrica.
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La Dott.ssa Nicoletta De Vincenzi ha invece sviluppato una lunga esperienza nel mondo della tecnologia, del marketing e dell’innovazione, ricoprendo ruoli executive in realtà internazionali come Google, Meta e TikTok. Oggi è Founder & CEO di EMKTG LAB e docente alla LUMSA, dove insegna AI, Data Analytics & Consumer Behaviour. Laureata in Scienze della Comunicazione alla LUMSA nel 2001, è inoltre autrice di L’Intelligenza che resta Umana. Governare l’AI senza perdere il controllo, pubblicato da Castelvecchi nel settembre 2026.
Due percorsi molto diversi, dunque, che hanno permesso di mettere in luce una dimensione comune: il tempo non interrompe il percorso iniziato all’Università, ma lo trasforma. Le competenze si rinnovano, le professioni cambiano, emergono nuove sfide e possono aprirsi strade che, al momento della laurea, non erano ancora immaginabili. Anche il secondo incontro si è concluso con la consegna dei Sigilli di Ateneo, accompagnando un altro gruppo di laureati nel passaggio dalla vita universitaria alla nuova dimensione professionale.
Il Sigillo: un traguardo che diventa appartenenza
A unire i due momenti della giornata è stata la presenza del Magnifico Rettore Prof. Francesco Bonini, che ha accompagnato la Cerimonia con il proprio saluto e ha condiviso con i laureati il valore di un momento che segna una tappa importante nel percorso personale e professionale. Il Rettore ha quindi consegnato personalmente il Sigillo a ciascuno dei laureati distintisi per merito, rendendo il riconoscimento un momento di incontro diretto tra l’Ateneo e i suoi nuovi Alumni.
È proprio in questo gesto che il Sigillo trova il suo significato più profondo. È il riconoscimento di un risultato raggiunto, ma anche un simbolo di appartenenza. Racchiude gli anni di studio, l’impegno e la determinazione che hanno accompagnato il percorso universitario e, allo stesso tempo, apre a una nuova fase nella quale quel legame può continuare a vivere attraverso la comunità Alumni.
Una comunità che continua oltre la laurea
La Cerimonia dei Sigilli 2026 ha raccontato così qualcosa che va oltre la semplice celebrazione di un traguardo accademico. Ha messo in dialogo chi parte e chi è già partito, chi si affaccia per la prima volta al mondo professionale e chi ha avuto il tempo di costruire, cambiare e reinventare il proprio percorso. Ha mostrato che non esiste un’unica strada dopo la laurea e che il futuro professionale prende forma nel tempo, attraverso opportunità, scelte, trasformazioni e nuove sfide. In questo dialogo tra passato, presente e futuro si rinnova anche il senso della comunità LUMSA: una comunità che non si esaurisce con la conclusione degli studi, ma continua a crescere attraverso le esperienze dei suoi laureati.
Il Sigillo di Ateneo diventa così il simbolo di un traguardo, ma anche di un nuovo inizio: quello di una relazione che continua, dentro e oltre l’Università, attraverso la rete degli Alumni LUMSA.



